Pochi Gesti Tanta Sicurezza

DAD - Working progress

LETTERA DEL DIRIGENTE SCOLASTICO AI DOCENTI

 

Cari docenti ,

scelgo la strada della mail , che vi verrà recapitata dalle vostre colleghe  proprio perché quello che scriverò vorrei che fosse inteso come una chiacchierata e un confronto costruttivo

E' ormai un dato di fatto che a scuola non rientreremo (nessuno ha il coraggio di dirlo ma considerando che le scelte che il governo farà saranno  subordinate alle indicazioni del Comitato tecnico scientifico) mi pare che non ci possano essere dubbi !

Detto questo , siamo stati bravi ad affrontare la prima fase quella in cui la didattica a distanza ci è caduta addosso senza che noi avessimo mai previsto di lavorare cosi

E con molta prontezza, anche coloro che avevano maggiori difficoltà si sono attivate e abbiamo definito un quadro orario 

Adesso vi chiedo un ulteriore sforzo : attenzione lo chiedo non lo impongo perché vorrei che ognuno di voi , sulla base di una riflessione comune facesse la propria scelta .

Vado per analogia con il mio lavoro: io ogni giorno mi chiedo se quello che sto facendo a distanza, in termini di lavoro sia uguale, se devo migliorare qualcosa, se devo aumentare le mie ore di lavoro 

Forse perché l'esperienza è nuova  e non ho confronto con il passato, non mi sembra mai di aver fatto abbastanza

Adesso propongo a voi di fare la stessa domanda, con la differenza che voi davanti avete i vostri alunni che conoscete benissimo sia dal punto di vista personale che dal punto di vista degli apprendimenti

E allora le domande   saranno le seguenti: i materiali caricati sulla piattaforma, i compiti assegnati dopo la mia spiegazione sono sufficienti ?

Tutti, anche i più fragili stanno procedendo nel loro apprendimento?

I ragazzi di quinta Primaria , per i quali dovremo  certificare le competenze raggiunte, a che punto sono ?

Ecco attendo le vostre risposte alle mie riflessioni con la stima di sempre 

Il Dirigente Scolastico 

 


 

RISPOSTE DA PARTE DEI DOCENTI SULLA DAD

 

Buongiorno preside

mi sono soffermata molto sugli spunti di riflessioni che ci ha inviato e oggi ho cercato di avere le idee più chiare confrontandomi con gli alunni di 3G. 

In generale penso che molti degli obiettivi che mi ero prefissata dall’inizio delle lezioni a distanza sono stati raggiunti. I ragazzi sono abbastanza recettivi, seguono le lezioni con correttezza e partecipano; con la consegna dei compiti non c’è sempre la medesima correttezza:  molti compiti vengono interamente copiati da internet o svolti dai genitori. Questo naturalmente significa una perdita di tempo enorme, in quanto correggo e restituisco tutto ciò che mi viene consegnato e spesso rimango delusa da queste scorciatoie.  In generale  chi era bravo ha continuato ad applicarsi con la stessa costanza mantenendo gli stessi risultati di prima; chi era sfaticato in presenza  ha continuato ad esserlo anche a distanza!  Oggi ho chiesto agli alunni se sentissero l’esigenza di avere un numero di ore in più. Alcuni hanno risposto affermativamente….mi hanno riferito che certe lezioni sono un po’ troppo brevi. Dal mio punto di vista potrebbero essere aumentate di poco le ore su zoom…i ragazzi faticano a stare troppe ore davanti uno schermo

 Per quanto mi riguarda  il carico di lavoro è lavoro è aumentato notevolmente: le lezioni su zoom devono essere programmate nei minimi dettagli, il materiale deve essere selezionato con cura: di certo  se si vuole offrire una lezione di qualità non si può improvvisare. Le correzioni pomeridiane sono molto impegnative in termini di tempo, passo davvero  tante ore davanti al pc. Con le colleghe  stiamo cercando di trovare soluzioni per ottimizzare il tempo a disposizione e ottenere buoni risultati…

Naturalmente è tutto ancora in fieri…

Un caro saluto


 

Cara Preside,

eccomi qui! 

Ho appena chiuso la mia Google Classroom della terza media e mi prendo del tempo per esporle le mie riflessioni in merito al suo spunto di questa mattina.

Innanzitutto la ringrazio per la presenza ed il supporto costanti.

Il mio punto di vista rispetto a quello che stiamo facendo ed alla didattica così reinventata nel giro poco, pochissimo  tempo, è che piano piano abbiamo trovato la giusta rotta. 

Le confesso, come già saprà, che ricollocarsi nella nuova situazione lavorativa è stata un'impresa tutt'altro che facile, fatta di nottate volte ad equilibrare tutti aspetti della nostra vita, ma da due settimane a questa parte, sebbene con il consueto immane sforzo, ho la sensazione di lavorare con maggiore serenità.

Prima mi sentivo di rincorrere il lavoro, ora viaggiamo quasi alla stessa velocità.

Certo le sveglie all'alba per preparare in modo millimetrico le videolezioni e le nottate per leggere i lavori dei ragazzi sono ormai fisiologiche, ma le dico che quando chiudo il mio pc o concludo una videolezione mentre prima mi sentivo annaspare ora mi sento soddisfatta.

Con questo non voglio dire che il mio lavoro non sia perfettibile, solo che mi sento di aver fatto del mio meglio per i miei studenti.

E' vero, il contatto diretto, in presenza, mi manca tantissimo e so che manca anche a loro, però le assicuro che questi ragazzi ora più di prima hanno un filo continuo con noi, non ci sono pause, chiusure, festività che neghino una risposta o anche semplicemente un pensiero.

Mi sento molto serena anche, e forse soprattutto, con gli alunni della terza media, forse perché proprio in virtù dell'esame negato li percepisco come "I figli con maggiore bisogno di attenzione", in un certo senso "i più deboli". Al contempo però ho la certezza che questa debolezza non si riflette negli obiettivi che ad inizio anno mi ero prefissa, perché la verità è che tutto quanto avevo da fare era ormai già fatto. E' vero, nella nuova programmazione ho limato i contenuti, ma gli obiettivi sono rimasti immutati. Chi aveva già acquisito le sue competenze le sta implementando ed insieme spendendo con notevole capacità, chi era in via di acquisizione in alcuni casi sta reagendo positivamente accelerando un processo già avviato, qualcun altro invece che stentava prima continua a stentare anche adesso.

Insomma il panorama è vasto e variegato come lo era a scuola e questa nuova situazione, forse, poco alla volta, ci sta facendo crescere tutti!

Ricevo dai genitori continue testimonianze di stima e riconoscenza verso l’intero corpo docente. Mi hanno riferito che quello che stiamo facendo noi e come lo stiamo facendo noi non lo sta facendo nessuno, scuole paritarie tantomeno. 

Ho trascorso serate poi a mediare telefonicamente con genitori rappresentanti di classe bombardati anche loro da una miriade di informazioni, richieste o chiarimenti. 

Insomma mi sembra che ora finalmente le acque si siano calmate.

Le ore di videolezione sono ben bilanciate rispetto a quello che è poi il giusto tempo che i ragazzi devono trascorrere a rielaborare, approfondire, a divagare e ad annoiarsi per dare libero sfogo alla loro fantasia o alle loro riflessioni. 

Ho sentito anche di genitori che nell’attuale realtà scolastica hanno provveduto a delle ripetizioni pomeridiane per i loro figli. Io, devo essere sincera, da madre e da educatrice trovo tutto questo una follia. I ragazzi hanno bisogno di rilassarsi, di godere del tempo vuoto perché altrimenti si ritrovano come me… costretti in casa e paradossalmente con molto molto meno tempo di prima!

Concludo questa mia confessione notturna chiedendole di leggere i quattro elaborati che trova in allegato.

 

Ai ragazzi della 3F per martedì 7 aprile avevo affidato una lettura su Nelson Mandela e da lì una scrittura libera e creativa sul tema "libertà".

Mi piaceva vedesse come da un semplice spunto ciascuno di loro abbia interpretato e rielaborato quanto proposto in modo completamente autonomo e diverso.

 

Infine a proposito della scrittura creativa da lei indicata... sicuramente ci lavorerò con tutte e tre le classi.

 Buona notte,


 

 

Gent.ma Preside,

scrivo per rispondere alla Sua mail di riflessione circa lo stato attuale della DAD e quanto, personalmente, sto facendo ed ho in mente di fare sino al termine dell'anno scolastico che, come Lei giustamente paventa, temo non prevederà un rientro nelle classi.

Parto da un presupposto fondamentale: avendo lavorato per 6 anni - prima di approdare nella scuola - in una amministrazione e, quindi, davanti ad uno schermo, l'obiettivo principale che mi sto ponendo è quello di far passare il minor tempo possibile ai ragazzi davanti al computer, tenendo in considerazione il fatto che già durante la mattina seguono le videolezioni. 

Stesso motivo per cui il materiale caricato sulla piattaforma è materiale "secondario", aggiuntivo, in gran parte caratterizzato da mappe, presentazioni power point da me create e link a video che possano aiutare i ragazzi nel fare il punto di quanto trattato durante le lezioni, ma nulla di indispensabile!

I compiti assegnati vengono, per lo più, svolti sui libri di testo e sui quaderni, salvo qualche lavoro di scrittura che - per agevolarne poi la correzione - viene richiesto su documento word.

Quanto agli apprendimenti - grazie anche gli sforzi di noi insegnanti, degli alunni e dei loro genitori - mi pare si stia procedendo al meglio: ci si sta sicuramente concentrando sui concetti e sugli argomenti fondamentali, anche sulla base della rimodulazione didattica consegnata. A tal proposito, ed in particolare riguardo la situazione degli alunni più fragili, sto cercando (come d'altra parte già facevo in classe) di estendere la didattica inclusiva a tutta la classe e mi piacerebbe, ora che la situazione è bene o male stabilizzata e gli alunni hanno preso confidenza con questa nuova modalità di insegnamento/apprendimento, creare delle situazioni di peer tutoring in cui gli alunni più sicuri di sé e più preparati possano supportare quelli più deboli. 

Mi piacerebbe, inoltre, non "buttare" il grande lavoro svolto per la biblioteca scolastica e Le chiedo quindi la possibilità di pubblicare sul sito le recensioni di alcuni libri che sto leggendo e che penso possano essere adatti ai ragazzi (magari chiedendo anche agli altri colleghi se siano o meno interessati a collaborare).

La saluto cordialmente e Le lascio di seguito la citazione di uno dei miei autori preferiti, mai attuale quanto ora.

 

"Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l'andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia. Attraversarlo, un passo dopo l'altro. Non troverai sole né luna, nessuna direzione, e forse nemmeno il tempo. Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato." (H. Murakami, Kafka sulla spiaggia). 


 

Buongiorno preside,

le scrivo dopo aver letto piu'volte i suoi spunti di riflessione circa la DAD.

Io penso, che dopo un iniziale momento di confusione e smarrimento, dove gran parte del tempo veniva utilizzato per autoformarsi, confrontandosi innumerevoli volte tra colleghi, su strumenti, mezzi ed argomenti, ora ci sia molta omegeneita'e un confronto piu"sereno del lavoro, in modo particolare un grande affiatamento nel dipartimento.

Le confesso, pero', che a me manca il confronto con i colleghi dei singoli consigli di classe, infatti, spesso  scrivo loro mail  come coordinatrice per avere un quadro compleplessivo della classe.

Qui a casa riesco a vedere solo  una finestra dalla quale si affacciano i ragazzi, ma sento la necessita'di aver uno sguardo piu'ampio su di loro.

A scuola spesso anche se velocemente ci si confronta tra colleghi, scambiando 2chiacchiere anche solo al cambio ora, in sala prof, devo dire che questo a me manca molto.

Per quanto riguarda la didattica, trovo che dopo vari tentativi, di aver raggiunto con le mie classi, i miei ragazzi, il giusto compromesso tra lezioni, studio e assegnazioni . 

I ragazzi rispondono positivamente, a lezione sono interessati e han voglia di lavorare, le consegne vengono rispettate, trovo fondamentale rispospendere sempre a ciascuno di loro con un complimento e con qualche piccolo consiglio suggerimento o correzione.

Questa dad ha dei tempi piu'lunghi rispetto alla didattica in aula, questo, a mio svviso, aiuta i piu'fragili;  sono proprio loro a trarne beneficio, impegnandosi al massimo, raggiungendo risultati che non avrei mai pensato.

Certo, le confesso, di non  aver mai corretto tanti compiti ed esercizi come in questo ultimo mese, lavoro tanto, ma sono anche molto contenta, perche'da loro sto imparando tanto e questo mi sta facendo crescere molto.

Vado fiera del lavoro che io e i ragazzi stiamo facendo insieme.

La saluto e ringrazio di avermi aiutato a scrivere quello che avevo in mente già' da un po'.

Cordiali saluti


 

 

Buongiorno dott.ssa Vitaliano,

ho letto con attenzione le Sue ultime riflessioni ricevute tramite la collega Placenti e vorrei condividere con Lei le mie.

Concordo con la Sua visione secondo la quale il corpo docente è stato bravo nel saper gestire sin dall'inizio la nuova realtà della didattica a distanza, riuscendo a superare difficoltà oggettive e soggettive con piglio risoluto.

Una volta preso il via, abbiamo iniziato a muoverci con più sicurezza e scioltezza tra materiali condivisi, flipped classroom, video lezioni, compiti, correzioni e restituzione degli stessi.

Da un certo punto di vista il nostro lavoro è rimasto invariato ma, guardandolo da una diversa angolazione, ha assunto una nuova forma. Senza dubbio dietro questa diversa forma si cela un nuovo ed impegnativo lavoro mentale (revisione della programmazione; una nuova visione della valutazione; come raggiungere gli alunni più deboli; come spiegare a distanza argomenti di discipline più complesse come la matematica nel mio caso...) affiancato da uno più materiale ma non meno impegnativo (correzione degli elaborati nei formati digitali più disparati; elaborazione e preparazione dei materiali da condividere; programmazione delle video lezioni..) che ha fatto lievitare incredibilmente per tutti noi le ore passate davanti al pc.

Tanti sono stati, e continuano ad essere, anche i momenti di condivisione e confronto sia con le colleghe del team che con quelle dell'interclasse. La collega Placenti in particolar modo, è stata ed è per me colonna portante di un confronto quotidiano e costruttivo sia dal punto di vista professionale che umano.

Tante volte in queste settimane mi sono posta le domande che Lei ci fa oggi: i materiali caricati e i compiti assegnati sono sempre stati sufficienti per i miei alunni? Personalmente non sono riuscita a trovare una risposta univoca e le motivazioni sono molteplici ma molte di queste risposte partono proprio dagli alunni.

Esattamente come nelle lezioni frontali mi sono infatti trovata davanti ad una classe decisamente eterogenea, con bisogni formativi, tempi e modalità di apprendimento differenziati, che tradotto a livello pratico ha comportato che per alcuni bambini materiali condivisi e compiti siano stati di facile fruizione sia dal punto di vista pratico (download dei file in autonomia; visualizzazione sui diversi dispositivi...) che dal punto di didattico (comprensione degli argomenti; esecuzione dei compiti..) mentre per altri decisamente più difficoltoso, e non mi riferisco a Bes o Dsa per i quali mi sono organizzata con delle lezioni individuali in modo da poter lavorare con rapporto 1:1.

Mi sono perciò trovata a dover ricalibrare e rimodulare in itinere dei tempi che ai miei occhi già sembravano rallentati e dilatati a sufficienza rispetto alle lezioni frontali ma che per i bambini erano una specie di gran premio di Formula 1.

Lavorando in una quinta e dovendo accompagnare la classe verso le medie, una volta superato la fase di disorientamento iniziale e raggiunto un equilibrio psico-emotivo dei bambini più stabile, grazie a un lavoro basato sulla rassicurazione personale e sull'empatia, ho preferito concentrare il lavoro iniziale sul rinforzo e solo successivamente proseguire con i nuovi argomenti.

Negli ultimi giorni mi sono anche impegnata nella ricerca di una piattaforma che mi permettesse di creare un questionario, che fosse di facile fruizione per i bambini e che potesse essere uno strumento di valutazione oggettiva. Mi sono affidata a QuestBase.com, una piattaforma che offre un periodo di prova gratuito e con la quale ho somministrato ai miei alunni un questionario di scienze con domande a scelta multipla, domande vero/falso e un paio di domande aperte. La maggior parte dei bambini non ha avuto grossi problemi nell'esecuzione pratica, solo qualcuno ha avuto difficoltà di accesso alla piattaforma prontamente risolti insieme. 

 

Concludendo: ho fatto abbastanza? Anche a questa domanda non so dare una risposta certa e sicura poiché nella vita in generale si può sempre fare di più e si può sempre migliorare, ma spesso quel di più e quel miglioramento sono il frutto dell'esperienza. Ad oggi mi sento di dire che ci sto provando a fare abbastanza; ci sto provando con impegno, con serietà, con professionalità ma anche con errori di percorso, con perdite di equilibro e cadute. L'importante credo sia rialzarsi e continuare a provarci o per dirlo con le parole più note di Sepulveda, perdita immensa di questi giorni, VOLA SOLO CHI OSA FARLO.

 

La saluto cordialmente e Le auguro una buona giornata


 

 

 

Cara preside , 

le domande che lei ci pone ,me le son poste e le pongo ai miei ragazzi tutte le volte che spiego un argomento nuovo o che carico dei materiali in bacheca: c’è un confronto continuo con la classe per cui se ci fosse la necessita’ da parte loro di approfondire un argomento o ripassarlo , ho già’ detto loro di farmelo sapere in classe virtuale nella messaggistica privata di modo da poter organizzare una video lezione di approfondimento a piccoli gruppi o incrementare le ore di video-lezione tra mattina e pomeriggio. Per il momento non ci sono problemi , i programmi li abbiamo terminati e stiamo facendo approfondimento in geografia, scienze e italiano.Stiamo terminando il programma di grammatica e geometria quindi tutto procede benissimo .Le competenze in uscita sono state raggiunte da tutti gli alunni della classe V che frequenterà la scuola secondaria Nitti a parte tre alunni che andranno in altre scuole. 

Buona giornata 


 

 

Buonasera preside,

in risposta alle sue considerazioni volevo comunicarle che dopo le difficoltà iniziali e la mancanza per qualcuno del dispositivo

per collegarsi, tutti miei alunni, soprattutto quelli più fragili stanno mostrando interesse, partecipazione e risposte positive nella consegna dei compiti.

Avendo rimodulato la programmazione, tutte le lezioni vertono su argomenti di ripasso con approfondimenti e completamenti degli esercizi sui libri. Per questo motivo , i soggetti più fragili, che nel contesto classe mostravano distrazione, stanno potenziando e rivedendo i loro apprendimenti.

Inoltre cambiando alcune modalità di restituzione dei compiti( video tutorial per testi regolativi  e video interrogazioni),alcuni bambini timidi e restii a fare interventi ,nel contesto classe, hanno acquisito sicurezza non sentendosi giudicati dai compagni.

E' chiaro che manca il rapporto umano ,tra insegnante e alunno , soprattutto per le classi quinte lasciarsi senza un nuovo inizio insieme, è triste.

Cordialmente


 

 

Gentile Preside,

in risposta alle sue riflessioni mi sento di condividere che sono molto soddisfatta dell’impegno e dell’interesse con cui i ragazzi delle quinte stanno rispondendo ai lavori proposti con la didattica a distanza. 

Stanno dimostrando un significativo senso responsabilità, spirito collaborativo, partecipazione attiva e un buon adattamento.

Per quanto riguarda il mio lavoro sento che è diventato molto più impegnativo rispetto a prima ma anche più soddisfacente.

I ragazzi stanno dimostrando paradossalmente un miglioramento nelle competenze (competenze digitali, imparare ad imparare, spirito di iniziativa, ecc.) e anche i più fragili stanno partecipando con viva e costante motivazione alle varie attività proposte.

L’unica alunna che è ancora assente alle videolezioni ma che partecipa su piattaforma e svolge con interesse i compiti è A . 

Credo che l’utilizzo strategico di alcuni strumenti tecnologici e la valorizzazione di alcune strategie didattiche, insieme ad altri fattori, hanno favorito un maggior coinvolgimento anche da parte dei ragazzi fragili. 

Dal confronto costante con i ragazzi e dai feedback dei genitori oltre che con il team al momento ritengo valida l’organizzazione dei compiti e la programmazione didattica, che come previsto ci consentirà di concludere il programma delle discipline e di valorizzare le competenze che ogni ragazzo ha conseguito.

Grazie per questo confronto e momento di riflessione condivisa 

Un caro saluto 

 

Egregio Dirigente,

grazie per la sua email, ma soprattutto grazie per la sua disponibilità ad un confronto costruttivo e per me estremamente importante in questo momento storico che stiamo attraversando.

Nonostante tutto e grazie sempre alla sua guida cerco di svolgere il mio lavoro che considero una missione e una passione ancor di più in questa fase, cercando di dare sempre il massimo per i bambini, per la loro formazione e adesso più che mai per la loro serenità. 

Capita spesso anche a me di interrogarmi e soprattutto di mettermi in discussione su questo nuovo modus operandi, che sicuramente non è equiparabile alla didattica in presenza.

Anche nella didattica a distanza e principalmente durante le video lezioni, quando la lezione necessita di più collegamenti  non esito ad effettuarli. 

Il mio unico obiettivo permane sempre quello di non appesantire i discenti, cerco altresì di trasmettere sempre lo stesso entusiasmo così da ottenere da parte degli alunni quella medesima voglia di partecipazione, di interesse, di interazione, di impegno sia durante le video lezioni che nello svolgimento dei compiti assegnati e perché no di curiosità rispetto a un nuovo modo di approcciare allo studio, ottenendo così dei risultati positivi sia dal punto di vista personale che dal punto di vista degli apprendimenti anche da parte dei bambini più fragili.

Spero di essere state esaustiva nella risposta e resto a sua disposizione per qualsiasi indicazione ritenga opportuno fornirmi per migliorare ancor di più il mio operato.

Cordialmente la saluto


 

 

Gentilissima Preside

Rispondo con questa mia mail alle sue riflessioni relative a questa difficoltosa situazione in cui tutti noi ci troviamo e in particolar modo noi docenti che abbiamo una delicata funzione sociale, oltre che didattica, in quanto operiamo con ragazze/ragazzi diversissimi l’uno dall'altra, bisognosi di una particolare attenzione specifica per la loro personalità in divenire. La prima esigenza emersa è stata quella di assicurare la necessaria continuità didattica ma soprattutto non far venir meno il rapporto umano, mantenendo vivo il tessuto sociale e la formazione dei giovani che da sempre è alla base del mio modo di svolgere l’insegnamento. Pertanto, fin da subito, ho assicurato ai miei alunni le attività didattiche nelle modalità a distanza, utilizzando strumenti informatici e tecnologici familiari ai ragazzi, infatti, attraverso la piattaforma Edmodo, che uso da anni, ho mantenuto pressoché costanti le relazioni con gli alunni. Per venire incontro, prima di tutto alle esigenze dei ragazzi per non avere molteplici piattaforme, sono passato per le classi prime e seconde su Classroom mantenendo solo per le classi terze Edmodo, avendo caricato fin da dicembre il materiale didattico, costituito da mie personali dispense, integrate fino a marzo, necessarie ai ragazzi come linee guida in preparazione dei lavori per gli esami. Le video lezioni, pur non potendo assolutamente sostituire la lezione frontale in cui i ragazzi trovano il modo di interagire con le loro personali sensazioni, specifiche della loro età, hanno in qualche modo riannodato quel rapporto sociale, fondamentale in questa emergenza epidemiologica.

Premesso che ognuno di noi cerca sempre di svolgere nel migliore dei modi il compito che si è prefissato, e naturalmente tutto è migliorabile, debbo dire che rispetto alla sua prima domanda, se i materiali caricati sulla piattaforma sono sufficienti, le rispondo che personalmente cerco di verificarlo con i successivi incontri, coinvolgendo i ragazzi, attraverso video esplicativi, mappe di ausilio non solo per gli alunni più fragili ma messi a disposizione di tutti, in modo tale da far sentire ognuno di loro uguali.  Inoltre, con l’ausilio di PPT, messi a disposizione, riescono ad approfondire in forma agile temi altrimenti complessi. Quindi rispondendo alla sua seconda domanda, i ragazzi più fragili appaiono più motivati nella didattica a distanza, perché non devono far vedere le loro difficoltà di apprendimento usufruendo di tempi aggiuntivi per svolgere i compiti e anzi noto un loro coinvolgimento emotivo costante e appropriato.

In riferimento alla sua terza domanda con i ragazzi della terza media, come più volte ribadito e come faccio da anni, i ragazzi scelgono e approfondiscono, secondo le loro attitudini, uno dei temi affrontati durante l’anno scolastico attraverso una serie di lezioni frontali, documentari, presentazioni multimediali e dispense da me predisposte, dove riescono a comprendere e definire come affrontare lo svolgimento operativo della ricerca in una adeguata sintesi che porta alla stesura finale del lavoro.

Mai come quest’anno l’analisi dell’ambiente urbano, inteso come relazioni tra forma degli insediamenti e impatti sull’ambiente, tra clima e edificato, tra elementi dell’ambiente quali l’acqua, il verde, l’aria e la qualità di vita in generale sono fortemente sentiti.

Quindi, secondo le loro attitudini hanno scelto tra una serie di temi interdisciplinari: Alcuni ragazzi hanno scelto quello legato maggiormente all'operatività manuale, cioè la realizzazione di un plastico architettonico legato ai temi ambientali di bioedilizia e sostenibilità. Purtroppo, per ovvi motivi, in molti casi non è completato, quindi per non disperdere le loro energie  prodotte in questi mesi,  ho suggerito a loro di integrare con un lavoro multimediale che approfondisce gli aspetti che hanno portato al concetto di casa eco-sostenibile, partendo dall'analisi dell’architettura organica, naturalmente privilegiando gli aspetti interdisciplinari anche con scienze, arte e nel caso del padiglione tedesco di Barcellona del 1929 di Mies van der Rohe, anche gli aspetti storici legati all'avvento del nazismo e la conseguente chiusura della scuola della Bauhaus, dove l'esperienza didattica della scuola influirà profondamente sull'insegnamento artistico e tecnico fino ad oggi.

Gli altri temi scelti dai ragazzi per lavori multimediali sono: il tema dell’architettura dei luoghi legati alla memoria che ha da sempre accompagnato l’uomo nella sua storia; la trasformazione della società attraverso le innovazioni tecnologiche; la consapevolezza dell’ambiente attraverso le trasformazioni urbane della città, intesa come un organismo complesso di spazi di relazione quali piazze e edifici pubblici e residenziali.  Infine, alcuni ragazzi hanno scelto il tema energetico ambientale, il cambiamento climatico e il conseguente surriscaldamento globale che pone la doverosa attenzione verso la sostenibilità e la preservazione del Pianeta Terra. 

Naturalmente tutti questi temi affrontano problematiche trasversali che interessano più materie con l’obiettivo di un raggiungimento delle competenze. 

Concludo ponendo la riflessione che mai come in questo particolare momento della nostra vita tutti noi dobbiamo porre l’attenzione sugli aspetti di relazione e affettività, dando fiducia nelle capacità di svolgere il proprio compito nel miglior modo possibile, senza creare sensazioni di ansia e facendo comprendere che in questa società particolarmente edonistica, basata a far trasparire un’immagine nostra, non sempre reale ma un’immagine che piace agli altri, non può assolutamente essere un modello pedagogico da trasmettere.

Cordialmente


 

 

Gentile dirigente, 

da oltre un mese ormai, in piena emergenza "coronavirus ", una riflessione profonda su quello che ho fatto o avrei potuto fare come docente e come madre, occupa parte dei miei pensieri.                                                      Certo è che, dopo un periodo iniziale di sbigottimento e incredulità per la drammatica situazione che stiamo vivendo, a poco a poco sta facendosi spazio in me una sorta di "soddisfazione " che accompagna in modo benevolo la mia coscienza.Nella mia mente e nel mio cuore ho ben impressi tutti i volti dei miei bambini così come li ho lasciati il 4 marzo.                                                                                                                                            Una classe prima, 23 bambini in tenera età... tutti con la voglia e la curiosità di apprendere secondo le proprie potenzialità e gli stimoli che ogni famiglia ha donato loro.                                                                                  Bambini entusiasti di andare a scuola,felici ogni mattina di ritrovare l'amichetto del cuore o la propria maestra.  Bambini a cui, nel momento più proficuo per il proprio apprendimento, purtroppo non ho più potuto offrire la mia presenza quotidiana in aula.Ora le loro aule sono le stanze di casa, i loro compagni sono mamma e papà, non c'è più quel compagno che gli faceva gli scherzetti o quello che gli chiedeva in prestito la matita o il temperino con il contenitore; la merenda è quella che gli prepara la mamma e non più quella che portava la signora della mensa. Ora la mia aula, che non è un'aula, è casa mia. Lo scenario della scuola è improvvisamente cambiato e l'essere diventata più brava con lo "smart working" non supplisce il contatto vivo di una didattica alla quale, da sempre,sono abituata.  Molteplici sono le differenze!   Ed è innegabile un'oggettiva penalizzazione sia per gli alunni sia per la mia didattica,  non più diretta ma a distanza.  Così come è innegabile, a volte, la difficoltà di raggiungere tutte le famiglie e di far capire loro l'importanza oggi di collegarsi con i propri figli e di seguire la lezione affinché resti vivo il contatto,  affinché non venga meno il diritto all'istruzione. Ed è proprio questa consapevolezza che mi dà lo stimolo per un impegno sempre più mirato ed efficace. Un impegno diretto ad ognuno dei miei alunni, ai loro bisogni  e alle loro svariate capacità di apprendimento.  Un impegno che non lasci indietro nessuno e che non penalizzi chi è più svantaggiato.Ogni giorno mi ingegno per dare spiegazioni fruibili da tutti,  per creare video accessibili a tutti,  per assegnargli i compiti più diversi per continuare a stimolare la loro curiosità. Ogni giorno sulla piattaforma carico per loro del materiale, da me preparato, e costantemente chiedo dei feedback  per capire se ho raggiunto l'obiettivo che mi ero prefissata: arrivare a tutti i miei alunni, soprattutto a quelli con disabilità dove la didattica a distanza non aiuta.  Oggi, insieme alle colleghe di team,mi sono collegata per assistere alla lezione individualizzata. Beh, mi creda, è stato emozionante vedere quanti progressi ha fatto il bambino nonostante le difficoltà che la didattica a distanza comporta. Personalmente, in questo momento molto delicato, ritengo di stare facendo il possibile con i mezzi che mi posso permettere.  Quotidianamente affronto questa realtà da sola, chiusa in casa con due figli nel pieno dell'adolescenza  e alle prese, anche loro, con la didattica a distanza  e le difficoltà che si trascina dietro. Un unico dispositivo da dividerci, ognuno dietro alle proprie lezioni da seguire o da preparare, un unico dispositivo che ci collega con il mondo esterno.                          Sinceramente trovo che la didattica a distanza non è l'ideale, soprattutto se rivolta ai bambini della scuola primaria dove il confronto con l'insegnante è fondamentale così come è fondamentale un abbraccio dato al momento giusto, una carezza o, perché no, anche un rimprovero se costruttivo. Ma è l'unico mezzo che al momento ci permette di mantenere un contatto. Ad oggi, il lavoro portato avanti con la mia classe, la 1B, è un lavoro che, anche se da lontano,  sta portando a dei risultati ottimali.  In coscienza mi reputo tranquilla perché sento che stiamo facendo bene.  Ho avuto la fortuna di collaborare,  in questo arduo percorso,  con delle colleghe impagabili, colleghe con le quali mi confronto ogni giorno per capire se veramente stiamo facendo bene o se c'è qualcosa che possiamo e dobbiamo migliorare per il bene dei nostri bambini.  In tutta onestà,  quotidianamente mi confronto anche con le colleghe di Serra per vedere se, anche nel pieno dell'emergenza,  le classi procedono più o meno parallelamente. Credo di sì. Come ripeto sempre ai miei figli, navighiamo a vista!  Anche se spero con tutto il cuore di poterci riappropriare presto della nostra vecchia e bella scuola di sempre. 

La ringrazio per avermi dato l'opportunità di questo confronto e la saluto cordialmente.


 

 

Gentilissima Preside,

proprio per il motivo da lei citato, la Didattica a Distanza non può certamente fornirci dei dati certi né sul come , né su quanto sia stato e sia possibile fare.

Tutto è in divenire, e noi adattiamo, giorno per giorno, le nostre energie per tenere il passo, con una difficoltà che maggiormente si mostra lì dove c'è un bimbo in difficoltà.

Personalmente metto in atto una molteplicità di lavori che possano essere stimolanti per lui. Indubbiamente, però, la risposta resta spesso fumosa e poco definibile. Ho perso il contatto diretto con lui, che include gli sguardi, il contatto fisico, la voce diretta, che rappresentano legami insostituibili per un rapporto continuativo e gratificante per lui e per me.

Tutto ciò manca. Quindi ha preso il sopravvento la sua capacità peculiare di sfuggire. Mantenere quel feeling che c'era a scuola, diventa un'impresa a dir poco difficile .La mamma, che si barcamena con altri due figli adolescenti, non può e non deve sostituire un rapporto esclusivo tra insegnante e bambino.

Detto ciò, procederò per la mia strada cercando di cogliere le minime sfumature che possano mostrarmi una direzione piuttosto che un'altra. In questo momento di emergenza, nulla può essere definito quindi sufficiente o insufficiente, quanto più o meno adeguato e giusto.

Cerco e studio qualsiasi strada per raggiungere il mio bambino.

Spero che, almeno in parte, gli giungano i segni della mia presenza costante e del mio affetto . 

Distinti saluti 


 

 

 

Gentile Dirigente,

sono convinta che mai come in questo momento sia importante agire in modo riflessivo, con flessibilità e in maniera coordinata tra noi insegnanti per non determinare negli alunni, nelle famiglie e nei colleghi disorientamento con la consapevolezza che non esistono formule standardizzate per l' apprendimento a distanza. 

Fondamentale è a mio avviso curare il rapporto con questi 3 alleati: colleghi, alunni, famiglie.

1)I colleghi. Personalmente li sostengo e supporto per l' adattamento, facilitazione e semplificazione dei materiali e delle attività on line per tutti ed inoltre nella ricerca di materiale specifico per bisogni educativi speciali perché agiamo in un lavoro di squadra. 

2) Per gli alunni e' importante offrire supporto e promuovere in loro il senso di appartenenza al gruppo.

3) Supportare anche le famiglie e' necessario per definire obiettivi e strategie domestiche di apprendimento proponendo loro anche attività laboratoriali in grado di coinvolgere attivamente gli alunni.

Agli studenti con programmazione differenziata, ma anche al resto della classe, come approfondimento rinforzo e recupero, suggeriamo video tutorial per i compiti più diversi; link con attività divertenti di ripasso, giochi interattivi e attività di ragionamento che mantengono vivi l' interesse e la motivazione.

Lavorando in una classe prima, dove anche l' alunno con disabilità riesce a seguire per obiettivi minimi la didattica, riesco a lavorare in collaborazione con le colleghe sia sugli apprendimenti che sul versante della relazione. La famiglia è un importante alleato ed il lavoro di squadra procede con successo grazie alla sua preziosa collaborazione.

L' alunno svolge dal mese di marzo due incontri settimanali di logopedia pertanto per lui anche questo servizio a distanza è stato attivato.

Un appuntamento di videolezione individualizzata, concordato con la famiglia, di 1 ora settimanale attraverso la piattaforma di meeting Zoom, mi permette di fare il punto e andare a rinforzare la lettura e la comprensione del testo. 

Il suo percorso procede linearmente e con risultati positivi.

Mi rendo conto che per gli alunni con disabilità ancora più complesse, lavorare a distanza sugli apprendimenti può essere complicato ma è comunque possibile lavorare sulla relazione.

Bisogna pur considerare che per alcuni alunni intrattenere una conversazione, anche se per pochi minuti durante una videolezione, può essere considerata una competenza socio-relazionale. Per attività di questo tipo è fondamentale concordare e coordinare le attività con la famiglia.

Riflettevo sulla possibilità di pensare di organizzare anche appuntamenti periodici in sincrono per consentire agli alunni di esprimere perplessità o problemi in merito alle attività loro proposte o per raccogliere le loro idee su possibili argomenti da approfondire . 

Mantenere vivo il dialogo, sia sui temi scolastici sia sull’emergenza in corso e su quanto della loro vita quotidiana i bambini vorranno condividere, può consentire loro di affrontare in gruppo possibili disagi esprimendo le proprie emozioni e permettendo loro di superare positivamente il disorientamento causato dalla diversa condizione di vita di questo periodo.

Per il momento il lavoro condotto dal team  è un lavoro che anche a distanza sta dando i suoi frutti. 

I bambini partecipano con interesse alle videolezioni in streaming, alle attività proposte e i genitori collaborano affinché tutto questo sia possibile. 

Noi docenti di classe ci mettiamo in gioco e siamo sempre pronti a correggere il tiro. 

Mi ritrovo a lavorare da casa sola, con un figlio di un anno e due mesi e con un marito  assente durante la settimana perché impegnato con il suo lavoro che non si è mai interrotto in questo periodo di emergenza. Nonostante questo guardo con ottimismo al futuro e cerco di dare il massimo per il bene degli alunni.

La ringrazio per l' attenzione.


 

 

Carissima Preside,

Partendo dal presupposto che sono di natura una persona esigente con me stessa, in questa situazione mi sento ogni giorno di non fare abbastanza.

Le domande che lei si pone sono pane quotidiano per me. Il mio obiettivo è cercare di fare bene, il meglio possibile e raggiungere l’obiettivo, quello di arrivare ai bambini con tutti gli strumenti possibili che questa didattica a distanza ci mette a disposizione. Compito non per niente semplice.

Tutti i giorni penso, studio e invento materiale allettante, accattivante e produttivo per i miei bimbi che hanno solo 6 anni. Le scrivo ciò che faccio solo per metterla al corrente di come mi sto muovendo,  realizzo progettini con Powtoon, cruciverba animati, .audioletture, video lezioni registrate e giochi interattivi sull'ortografia. Concordiamo con il team il lavoro da svolgere per non creare disallineamenti. Tutto questo non può sostituire la didattica in presenza, non può sostituire l’empatia con i miei alunni.

Ad oggi, però mi rendo conto che, anche se attraverso uno schermo è importantissimo il momento streeming,  riusciamo a capirci e  a sfruttarlo al massimo.

Mi emoziono nel vederli così  piccoli ma grandi. Ovviamente la durata di attenzione e’ limitata. Ma anche questo è un fattore di abitudine. Per ora le video lezioni sono l'unico modo per arrivare a loro e se organizzate bene possono dare buoni frutti.

Penso che si può fare sempre di più, ma devo tenere conto anche delle famiglie che sono dietro questi bambini, mi ritengo fortunata, nonostante le difficoltà sono bambini speciali. Ma proprio questa situazione mette in mostra la dedizione che hanno le famiglie verso i figli, purtroppo c’è sempre qualcuno che fa l’eccezione. Far capire quanto e’ importante  ai genitori il lavoro quotidiano, di non tralasciare e ne accumulare i compiti e soprattutto motivare i propri figli affinché non perdano l’abitudine di fare anche in minima parte quello che si faceva a scuola, non è cosa facile.

Quindi la mia voglia di fare deve tener conto anche di questo.

Ho pensato proprio in questi giorni di creare gruppi di bambini che di volta in volta inviterò a una lezione di potenziamento, composta da massimo 6 bambini, con cui potrò lavorare dandogli più spazio, potendo approfondire la lettura, la comprensione, monitorando l’ortografia. Un’ora per sei bambini, che ruoteranno di settimana fino a vederli tutti senza alimentare differenze. Loro hanno bisogno di vederci, di sentire la nostra voce. Utile a loro e a me per arrivare meglio a capire se ci sono problemi e dove intervenire. 

I bambini con fragilità come ben sa ce li abbiamo, interveniamo individualmente con la collega , ci interfacciamo con le famiglie e con le terapiste, affinché tutto proceda nei migliori dei modi e soprattutto che tutto sia monitorato.  Non solo la 104, I bimbi fragili sono anche quelli che in questo momento ti chiedono di vederti, di parlarti da sola perché sullo schermo s’imbarazzano e hanno bisogno che tu gli dai sicurezza e forza. Il dialogo, il confronto con noi insegnanti, che siamo per loro il punto fermo sono fondamentali e forse sono la cosa che a loro manca di più. Devo dire che sono proprio questi bambini che ci danno grandi soddisfazioni. Proprio per questo ho continuato il laboratorio sulle emozioni, ritagliandoci un momento nostro su streaming dove parliamo di noi, sulle diverse emozioni che si provano. E’ tutto importante. Non so quanto durerà tutto questo ma noi dobbiamo essere il motore di una macchina che fa funzionare al meglio il tutto. E’ importante mettersi sempre in discussione, perché si può fare sempre di meglio.

Grazie per l'attenzione.

Sempre pronta ad accettare consigli.

Un forte abbraccio 


 

 

Buongiorno, Preside,

di seguito le mie risposte alle sue domande/stimolo di riflessione.

 

1.I materiali caricati sulla piattaforma, i compiti assegnati dopo la mia spiegazione sono sufficienti?

2.Tutti, anche i più fragili stanno procedendo nel loro apprendimento?

 

A queste due domande rispondo con la descrizione dell’impostazione del mio lavoro nelle classi assegnate  Dall’inizio della Didattica a Distanza mi sono posta due domande-guida: 1. Quali sono i contenuti imprescindibili per ogni Disciplina di mia competenza? 2. Come posso veicolarli proprio a loro,nelle  discipline  di  Italiano,  Storia e Geografia), ? 

1. Alla prima domanda ho risposto grazie al confronto con i colleghi all’interno del Dipartimento e con la Didattica Breve. Il prodotto ultimo è la rimodulazione di ogni Programmazione (come da Lei richiesto). 

2. Per rispondere alla seconda, ho guardato nella mia “cassetta degli attrezzi” e ho cercato di individuare i più adatti. 

Ho scelto: Flipped Classroom. Ovvero: scelta di brevi video esplicativi su un argomento (il modo indicativo; il Proemio dell’Odissea; i caratteri generali dell’Illuminismo, ad esempio) da poter vedere e rivedere. Quando è possibile, ne scelgo due diversi per ogni argomento (uno facile, uno un po’ più complesso, ma, in ogni caso, con un linguaggio accattivante per i ragazzi). Oppure, un lavoro da realizzare con Power Point su un argomento assegnato, in modo che io lo possa commentare ed, eventualmente, consigliarne modifiche. Ho adottato questa modalità soprattutto in Storia con la terza.

Ho scelto anche: uso di linguaggi diversi per veicolare lo stesso messaggio. Quando assegno un testo di Antologia, un argomento di Letteratura, indico anche la visione di un filmato o l’ascolto di una canzone sulla stessa tematica.

Ho scelto anche: diversificazione della tipologia di compiti assegnati (l’obiettivo è combattere la monotonia e la noia!), ma con i seguenti punti fermi: semplici esercizi da svolgere su ogni argomento trattato; un lavoro di riflessione o di evasione con cadenza settimanale/quindicinale; brevi compiti di realtà, che richiedano l’impiego di competenze già acquisite o da consolidare e l’uso del ragionamento, inteso proprio in senso logico. Tempistica dell’assegnazione: un compito a settimana per Storia e uno per Geografia; mentre per Italiano: cinque/sei esercizi a settimana di grammatica; un brano di Letteratura o di Epica a settimana; un tema ogni quindici giorni di Antologia e la comprensione di un testo a settimana. Per facilitare l’organizzazione del lavoro agli studenti, tutti i compiti e la modalità di correzione (videolezione o riscontro con restituzione su Classroom) per la settimana successiva vengono pubblicati sul registro elettronico entro il venerdì della settimana in corso. Ogni tanto ho posticipato i tempi di consegna perché, soprattutto gli alunni di prima, hanno impiegato del tempo a comprendere il meccanismo e, quindi, sono rimasti indietro con le consegne.

Cosa ho lasciato nella cassetta: il Cooperative Learning, perché gli studenti, interpellati, hanno detto che era troppo complicato per loro collegarsi per svolgere dei compiti in gruppo. E ogni barlume di Lezione frontale. La presenza alla videolezione non è come in classe: anche chi è presente e partecipa assiduamente può avere problemi di connessione o sentire a tratti; insomma, può avere inconvenienti tecnici. Di solito, un mio intervento continuativo non dura più di cinque minuti; per il resto è una lezione il più possibile interattiva, durante la quale cerco di far intervenire tutti.

Nel corso delle videolezioni prevalentemente correggo con la classe gli esercizi di grammatica, affronto la parafrasi dei versi scelti di epica (con la prima), chiarisco i dubbi/richieste di chiarimento che mi sottopongono o mi soffermo di mia iniziativa su qualche concetto più articolato, sul quale, secondo me, è opportuno che intervenga direttamente.

E ora cerco di tirare le somme. I materiali sono sufficienti? Sì. Gli alunni più fragili procedono negli apprendimenti? Sì. Il mio lavoro è migliorabile? Probabilmente sì. Da parte mia mi impegno al massimo e cerco di operare al meglio. Ma è la prima volta anche per me. Impiego molto tempo a selezionare i video (anche se ce sono di buoni e spesso sono curati dalle stesse case editrici), a cercare di impostare gli esercizi sulla piattaforma in modo che sia agevole svolgerli. Il tempo per visionare tutti gli elaborati non mi basta mai! Confesso che un paio di volte il posticipo di una consegna ha fatto comodo anche a me.

3. I ragazzi di terza media, per i quali non so quale prova si dovrà affrontare, e che non vedrò più in presenza hanno raggiunto quelle competenze che poi io dovrò certificare?

 

Sì, tutti i ragazzi della classe  3 hanno raggiunto le competenze che io dovrò certificare. Cari saluti,


 

 

Gentile Preside, 

Le rispondo in merito alla Sua mail ed alle riflessioni che ne conseguono.

Come Lei ha già accennato, ci troviamo di fronte ad una esperienza totalmente nuova e, nel mio caso, anche a dover affrontare e dividermi fra il mio lavoro e la gestione "scolastica" dei miei figli.

Per quanto riguarda la mia classe, posso dirle innanzitutto che, nel corso di queste settimane, ho cercato di proporre strategie e soluzioni che potessero alleggerire il lavoro dei genitori, scegliendo cioè una lezione a settimana dedita solamente alla correzione dei compiti.

Altra cosa che i genitori hanno particolarmente apprezzato è la consegna settimanale dei lavori da svolgere che assegno ai bambini la domenica, in modo tale i genitori possano organizzarsi al meglio.

Cerco il  più possibile giochi divertenti e video semplici da vedere, e poi, nella videolezione, se ne parla insieme. Percepisco grande entusiasmo.

Sono pronta a rendermi ancora più disponibile qualora mi rendessi conto che il lavoro svolto non'è abbastanza.

Cordiali saluti.

Con riferimento alla sua mail di pochi giorni fa, che mi ha spinto ad un’ulteriore riflessione su quanto stiamo vivendo, posso dirle che ritengo che il percorso che stiamo compiendo noi tutti, insegnanti e studenti, sia complesso e importante. Mi sento forse più di prima vicina ai “ miei ragazzi”, pur con gli inevitabili limiti. Penso che il lavoro intrapreso dal nostro Istituto sia notevole: ricco e completo. Forse dovremmo trovare il modo di “ recuperare” gli studenti più fragili. Non basta salutarli con un sorriso durante le videolezioni...magari potremmo scrivere loro dei messaggi privati e provare ad aiutarli, pur se a distanza, facendo sentire loro il nostro sostegno e affetto.

Un caro saluto


 

                                                 

Buongiorno Preside, mi scusi se non le ho risposto subito, ma i frutti deii semi messi all’inizio dell’anno e delle video lezioni, li focalizzo “cammin facendo”…..e mi fa piacere potermi confrontare con Lei per capire se sto ”coltivando” bene….

In questa nuova modalità mai come ora ha un ruolo essenziale il senso di responsabilità, che ho chiarito ,spiegando la  differenza fra conoscenza e competenza.

Nelle classi prime, dopo la spiegazione e lo studio a casa, hanno realizzato un video sulla scultura greca. L’elemento che doveva venir fuori era il piacere mentre ripetevano, al di là della quantità delle conoscenze, quel piacere assimilabile all’acquolina mentre si mangia; sarebbe stato l’indicatore di averne compreso e assimilato l’essenza dei contenuti.  I video li abbiamo  condivisi in classe e ne è venuta fuori evidente la concatenazione tra allenamento, conoscenze e competenze, quindi il piacere del saper fare, perché si è capito. Infatti ,come secondo lavoro per casa, dovranno riconoscere su internet tre sculture, una del periodo arcaico, una  classico ed una ellenistico, per poi  elaborarne la loro lettura, secondo il “cosa, come e perché”, per poi farne un video, sempre da condividere con la classe durante la lezione.

Questa consapevolezza sto cercando di sollecitarla, come le ho spiegato a voce, attraverso  il lavoro del pane, relativo alla traduzione del loro racconto emotivo in lavori grafico- cromatici, accompagnati da musiche selezionate da loro e coerenti con ciò che hanno provato.

Nelle classi seconde, la competenza del riconoscere anche qui parte dal saper leggere l’opera e capirne l’essenza, attraverso  differenze e analogie con altre dello stesso artista o di altri movimenti. Quindi le lezioni nascono “in diretta”, partendo da opere sconosciute, per le quali ogni alunno offre una propria osservazione, che io raccolgo, integro e sempre in diretta si trasforma in  un elaborato scritto , che loro dovranno risistemare a casa, dopo aver studiato sul libro. Riguardo la pratica, proseguendo il lavoro sulla conoscenza di sè, gli ho insegnato le regole per realizzare un volto, con l’obiettivo finale  che ognuno realizzi il proprio autoritratto.

Nelle classi terze, pur adottando lo stesso  criterio delle classi precedenti per l’apprendimento della storia dell’arte, oltre a consolidare la loro competenza nel riconoscere i diversi movimenti e artisti,  esalto il valore della diversità, indicandola come  essenza fondante dell’arte moderna e contemporanea, espressione di tante anime e non più solo di “scuole”. Per la pratica, la competenza è la rielaborazione, come atto creativo che segue alla conoscenza degli argomenti. Per cui accanto ad un artista o ad un periodo, realizzano opere grafiche o scultoree, che raccontino e rielaborino l’artista stesso. Inoltre per l’esame  stanno impostando un loro libro che rappresenti un percorso concettuale, da raccontare graficamente attraverso le opere studiate e che può diventare un diario di bordo d’arte, da tenere e completare durante la vita, per opere che    cattureranno la loro attenzione.

Per tutti gli alunni che hanno difficoltà, se necessario , dedico del tempo oltre i due i blocchi di zoom, sempre entro le 13.


 

 

Buongiorno Preside,

ho riflettuto durante questo periodo di lunga quarantena che ci costringe a rivedere la nostra vita in ogni ambito, familiare , lavorativo, ma soprattutto come persone.

Mille domande e dubbi nascono a riempire questo tempo. Le risposte non sempre arrivano nell’immediato, talvolta bisogna aspettare per comprendere. Ecco perché le scrivo solo ora.

Venendo alla scuola e alla nuova DAD, posso dirle di aver rivisto la mia modalità di insegnamento.

Ho iniziato ad utilizzare il sistema della flipped classroom:  carico video, mappe, documenti scritti e immagini che i ragazzi devono analizzare anche con l’aiuto di semplici questionari ed esercizi allegati. In video lezione poi se ne discute tutti insieme. Questo ricrea un po’ quello che faccio anche in classe.

La lezione non è mai frontale ma ‘partecipata’.

Dal documento storico, come dalla cartina geografica si arriva a elaborare un concetto. 

Assegno compiti una volta a settimana, ma cerco di dare loro un po’ di tempo per la riconsegna.

Mi sembra poi che mai come con questa modalità didattica proprio i ragazzi più fragili stiano ottenendo ottimi risultati. Perché si rispettano di più i loro tempi e perché si lavora molto sul supporto grafico, sulle mappe, sugli schemi. Le dirò anche che certe dinamiche di classe che penalizzano spesso i più fragili, i più timidi, sembrano essersi dissolte, e questi alunni hanno acquistato quella sicurezza che mancava e che spesso, purtroppo, li rendeva ‘invisibili’.

Per quanto riguarda la domanda - faccio abbastanza?- ecco devo dire che me la pongo soprattutto per i ragazzi di terza, che mi ispirano grande tenerezza, perché gli verrà a mancare un pezzo importante della loro vita scolastica e non solo.

I programmi di terza sono molto ampi e necessariamente si sono dovuti comprimere.

Faccio un esempio.

Non mi interessa che sappiano a menadito la 2 guerra mondiale ma che sviluppino certe tematiche relative a quella fase storica.

Tematiche a cui si può dare un taglio multidisciplinare 

È quello che normalmente si fa con l’esame orale, ma io lunedì scorso gliel’ho proposto come compito scritto

In sostanza, siccome trovo che assegnare solo power point e questionari non basti , vorrei insegnargli come si fa un tema di storia, che può diventare di più ampio respiro se si fa anche riferimento( come citazione) a un dipinto, piuttosto che a una poesia o a quella frase sentita in un film che ci è tanto piaciuto 

Per fare questo però avrei bisogno di un’ora in più ogni settimana o anche ogni due ( pomeriggio però perché la mattina è improponibile visto che a casa mia c’è il delirio con 4 pc collegati per le video lezioni!)

Devo impostare il lavoro e spiegare loro come si fa un tema di storia, non penso di riuscirci con una sola ora di video lezione.

Spero di non averla annoiata, mi rendo conto solo ora di quanto è stata lunga la mia ‘ riflessione’!

Mi permetto di salutarla anche io, 

con  la stima di sempre,